Parole tra i pensieri, pensieri senza parole

14.10.2013

E poi ci sono gli intrecci

Sotto la doccia, mentre l'acqua scorreva sulla sua pelle senza trovare tracce di schiuma, Marta continuava a massaggiarsi la parte bassa della schiena. Con il dorso della mano compiva piccoli cerchi lenti, più utili ad alleviare i suoi pensieri, piuttosto che i suoi dolori.
Nemmeno un’ora prima, era caduta sulle foglie scivolose del parco e si era trovata a terra, con lo sguardo intrecciato al percorso dei rami. I suoi occhi avevano letto tra le fronde, cercando disegni in due dimensioni, in una prospettiva diversa dal solito. "Come nuvole lentissime" - aveva pensato. E guardando le foglie, era rimasta rapita dalla fatica che fanno per arrivare a toccarsi tra loro, partendo da rami inizialmente molto distanti. "La geometria nascosta dietro un caos apparente è più di una regola, è destino, è giustizia". Ora sotto la doccia la sua testa compiva piccoli cerchi lenti, intorno a quel concetto, più utili a giustificare poeticamente i suoi dolori, piuttosto che a sciogliere l'intreccio dei suoi pensieri.
Poi suonò il campanello dei vicini, quelli che gridavano durante le partite di calcio in TV. Marta si asciugò in fretta, si mise un paio di mutande e una maglietta con un’enorme scritta “IO MANGIO PRIMA IL DOLCE” e corse allo spioncino della porta, pregustando un pezzo di destino degli altri.